Dal Passo Duran, tra l'Alpeggio e i Primi Boschetti

Il Passo Duran accoglie con il tipico fermento dei punti di partenza di montagna: auto parcheggiate, escursionisti che si allacciano gli scarponi, il Rifugio San Sebastiano che osserva tutto dall'alto della sua terrazza. Proprio qui, a due passi dal parcheggio, si apre l'alpeggio: mucche al pascolo con le grandi pareti dolomitiche a strapiombo dietro di loro, un quadro che la montagna compone senza sforzo fin dal primo minuto di cammino.

È il modo migliore per iniziare: rallentare ancora prima di aver scaldato le gambe, lasciarsi distrarre da qualcosa di più grande della fretta di partire.

Mucche al pascolo nell'alpeggio vicino al Passo Duran, con le pareti rocciose delle Dolomiti sullo sfondo
L'alpeggio vicino al Passo Duran, punto di partenza: le mucche pascolano con le pareti dolomitiche a fare da sfondo

Superato l'alpeggio, il sentiero per il Rifugio Carestiato è ben segnalato ed entra nei primi piccoli boschetti di conifere. È qui che si può ancora incrociare qualche mucca al pascolo proprio in mezzo al sentiero, indisturbata, che alza la testa un istante e poi torna a brucare, o intravedere tra gli alberi cavalli liberi che si muovono con una calma che sembra insegnare qualcosa a chi li osserva.

Mucca al pascolo tra i boschetti sul sentiero verso il Rifugio Carestiato, con le montagne sullo sfondo
Uno degli ultimi incontri prima del bosco: le mucche pascolano indisturbate vicino al sentiero
"Camminare tra animali al pascolo è un promemoria semplice: questa montagna è anche casa loro. Noi siamo solo di passaggio."

Radici, Salite e un Ghiaione da Altro Pianeta

Superati i boschetti, il sentiero cambia carattere. Comincia a salire con più decisione, e il terreno si fa fatto di radici affioranti che intrecciano il passo, costringendo a guardare bene dove si mettono i piedi. Non è un tratto difficile, ma richiede attenzione: ogni radice è un piccolo scalino naturale che il bosco ha disegnato a modo suo.

Poi, all'improvviso, il bosco si apre e il paesaggio cambia completamente pelle: si attraversa un ghiaione bianco, una distesa di sassi chiari ai piedi di pareti rocciose verticali. Il contrasto è così netto - dal verde del bosco al bianco-grigio della pietra - che per un momento sembra davvero di aver cambiato pianeta. Il silenzio qui è diverso, più minerale, quasi lunare.

🥾 Consiglio di PassoLento

Sul ghiaione il fondo è instabile e i sassi possono muoversi sotto i piedi. Scarpe con buon grip e, se le hai, un bastoncino da trekking aiutano a mantenere l'equilibrio senza fretta.

Ghiaione bianco ai piedi delle pareti rocciose sul sentiero per il Rifugio Carestiato, paesaggio quasi lunare
Il ghiaione: un paesaggio minerale che sembra appartenere a un altro pianeta

Il Rifugio Carestiato: un Panorama a 360 Gradi

Arrivare al Rifugio Carestiato, a 1850 metri, significa ricevere in un colpo solo tutta la ricompensa della salita. Il rifugio si trova in una posizione che apre la vista su ogni lato: le cime dolomitiche si susseguono all'orizzonte, i boschi scendono nelle valli, e il cielo - con le sue nuvole che cambiano forma in continuazione - sembra occupare metà del panorama.

È un panorama che non si esaurisce in uno sguardo: bisogna girarsi, cambiare punto di vista, tornare a guardare la stessa cima da un'angolazione diversa per accorgersi di un dettaglio nuovo. I panorami mozzafiato non si guardano di fretta, tanto meno un panorama a 360 gradi.

"Un panorama a 360 gradi ti obbliga a girarti. E girarti, in fondo, è già un piccolo atto di attenzione."
Panorama a 360 gradi sulle Dolomiti visto dal Rifugio Carestiato
Il panorama dal Rifugio Carestiato: le Dolomiti tutto intorno, a perdita d'occhio

Mangiare al Rifugio: una Fatica Condivisa

Al Rifugio Carestiato mangiare non è solo un pasto: è un'esperienza di condivisione. I tavoli sono spesso comuni, e capita di ritrovarsi a sedere accanto a escursionisti mai visti prima, a scambiare due parole sul sentiero appena fatto mentre si aspetta il piatto.

I piatti sono quelli tipici di montagna - semplici, sostanziosi, pensati per chi ha camminato. E mentre si mangia, viene naturale ricordare che ogni ingrediente, ogni pentola, ogni bombola del gas è arrivata qui a piedi o con mezzi non semplici, portata su da chi lavora al rifugio con una fatica silenziosa che raramente si vede ma che si può, in un certo senso, assaporare.

🍽️ Consiglio di PassoLento

Porta contanti: molti rifugi di montagna hanno una connessione internet limitata o assente per i pagamenti con carta. E non avere fretta a tavola: la condivisione con chi ti siede a fianco fa parte dell'esperienza.

Tovaglietta con la mappa dei rifugi del Civetta al Rifugio Carestiato
La tovaglietta con la mappa dei rifugi del Civetta: anche a tavola si racconta la montagna

La Discesa: Svuotare la Testa, Guardare i Piedi

Il ritorno percorre lo stesso sentiero dell'andata, ma è un'esperienza diversa. In discesa, tra radici e ghiaione, bisogna portare attenzione al terreno ad ogni passo - il rischio di scivolare o di inciampare è più concreto che in salita. E proprio questa necessità di attenzione costante diventa, quasi senza volerlo, una forma di meditazione camminata.

La testa si svuota perché non ha altra scelta: i pensieri che di solito affollano la mente cedono il posto alla concentrazione sul passo successivo. Non è uno sforzo di volontà - è il sentiero stesso che chiede presenza, e la mente, alla fine, la offre volentieri.

"In discesa non si pensa a niente, e proprio per questo si pensa a tutto. Il corpo guida, la mente si riposa."

Si torna al Passo Duran con le gambe stanche del modo giusto, e con quella sensazione - familiare a chi cammina in montagna - di essere tornati esattamente dove si era partiti, ma non più le stesse persone.

Informazioni Pratiche

Domande Frequenti

L'escursione dal Passo Duran al Rifugio Carestiato è adatta ai principianti?

Sì, è un percorso facile e breve, adatto anche a chi ha poca esperienza di montagna. Richiede solo attenzione nei tratti su radici e nel ghiaione, dove il fondo può essere instabile.

Dove si parte per il Rifugio Carestiato?

Il punto di partenza è il Passo Duran, raggiungibile in auto, presso il Rifugio San Sebastiano, tra le province di Belluno. Da lì parte il sentiero segnalato per il Rifugio Carestiato.

Si possono incontrare animali lungo il sentiero?

Sì, è comune incontrare mucche al pascolo nei boschetti e negli alpeggi, e talvolta cavalli liberi. Sono animali abituati alla presenza di escursionisti: basta mantenere una distanza rispettosa.

Si può mangiare al Rifugio Carestiato?

Sì, il rifugio offre piatti tipici di montagna. Ti consigliamo di portare contanti, perché la connessione per i pagamenti con carta può essere limitata, e di goderti il pasto senza fretta: la condivisione del tavolo è parte dell'esperienza.

Quanto è lungo il percorso e quanto ci vuole?

Il percorso è di circa 5.6 km andata e ritorno, con 340 m di dislivello positivo e un'altitudine massima di 1850 m al rifugio. Si completa in circa un'ora e mezza di cammino, escluse le soste.